UNO TSUNAMI DI CAVOLATE




   Da circa tre settimane sul web gira un minaccioso articolo con il solo scopo di  procurare il panico generale tra meccanici e possessori di auto diesel.

Il tutto è nato in quanto la società che ha pubblicato l’articolo/post su Facebook per farsi pubblicità e VENDERE I PROPRI  “prodotti”, ha usato una indagine della Guardia di Finanza per tirare acqua al suo mulino.

In realtà, come tutti ben sappiamo, la Guardia di Finanza NON indaga sull’inquinamento, bensì sull’evasione fiscale!

Ed  infatti, se leggiamo il vero articolo di cronaca, emerge che la persona coinvolta nell’ indagine LAVORAVA TOTALMENTE A NERO (era già pensionato), nel suo garage di casa, manomettendo i contachilometri delle auto e  “alterando in modo significativo potenza e velocità delle auto” (cioè faceva i cosidetti fuori mappa!)

Come già evidenziato in un nostro precedente post, anche noi concordiamo sul fatto che l’elaborazione della centralina per un uso diverso da quello agonistico (cioè su strada) a differenza dell’ottimizzazione, non è in linea con la normativa italiana.

Ora, però, il fatto che la Guardia di Finanza - indagando sul lavoro a nero e sull’evasione fiscale- si sia imbattuta in un meccanico fraudolento, non significa che da domani batterà a tappeto tutte le officine al fine di verificare se vengono fatti i fuori  mappa oppure no!

Anche perché ricordiamolo:  alla Guardia di Finanza interessa l’evasione fiscale e solo per motivi d’ufficio può segnalare eventuali altre attività disoneste.

Cercare di farsi conoscere tramite il terrore  e gettando panico attraverso la cosiddetta pubblicità negativa è comunque una strategia di marketing. Farlo strumentalizzando un’indagine della Guardia di Finanza per evasione fiscale e criticando (al limite della diffamazione) chi ha la sede all’estero, fa un po’ sorridere soprattutto  QUANDO ANCHE LORO STESSI SONO UNA SOCIETÀ CHE HA SEDE IN SLOVENIA !